Giorgio Di Palma

Non aver frequentato istituti d’arte e accademie ha permesso sin da subito a Giorgio di sviluppare uno stile unico e originale. Le sue ceramiche di cui non c’era bisogno sono riproduzioni di oggetti di uso quotidiano, in dimensioni reali, prive di funzionalità ma cariche di significati estetici e concettuali.

Giorgio di Palma lavora con la ceramica dal 2010, come suo padre da cinquant’anni e come hanno fatto tantissimi grottagliesi per secoli. Lo fa a modo suo, lasciando spazio all’idea, trascurando la tecnica ed evitando che i suoi manufatti possano avere una reale funzionalità. In un’epoca di eccessi e sprechi il suo scopo è realizzare oggetti caduti in disuso già dalla nascita, inutilizzabili ma impossibili da lasciarsi dietro. Saranno loro a sopravviverci perché di terracotta, quindi immortali. Gli altorilievi e le decalcomanie, infatti, sono istantanee di melanconici momenti, osservati attraverso gli occhi di animali fantastici. I loro sguardi rivelano sentimenti ignorati dall’uomo moderno, perso quotidianamente nell’inseguimento della fretta.