Arte in Corte: ceramica e design pugliese con Marilyn Cerri
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Artista e ceramista, Marilyn Cerri nasce a Conversano nel 1988 e cresce in un contesto profondamente legato al fare artigianale. Formata tra istituti d’arte e Accademie, il suo percorso attraversa pittura, scultura e ceramica, fino a trovare una sintesi personale nel progetto ARTE IN CORTE – La Puglia fatta Ceramica, nato nel 2020 nel centro storico della città natale. Nel suo lavoro, la tradizione ceramica pugliese dialoga con una ricerca attenta alle forme, alla materia e all’uso quotidiano: oggetti e complementi d’arredo pensati per abitare la tavola e lo spazio domestico con autenticità e cura.
Il tuo percorso attraversa pittura, scultura, restauro e ceramica. Parlaci delle esperienze che hanno contribuito a definire il tuo linguaggio artistico.
Il mio linguaggio artistico nasce da una curiosità profonda e da uno sguardo attento sul mondo. Sono una persona sensibile, capace di emozionarsi davanti alla bellezza silenziosa delle piccole cose che la natura ci dona ogni giorno. Osservo, analizzo, ascolto ciò che mi circonda, cercando di comprendere non solo cosa vedo, ma come e perché nasce. Pittura, scultura, restauro e ceramica non sono per me discipline separate, ma tappe di un unico percorso di conoscenza: ogni esperienza mi ha insegnato il rispetto per i materiali, per le tecniche e per il tempo. È attraverso questo dialogo continuo tra osservazione, studio e pratica che il mio linguaggio artistico ha preso forma, rimanendo aperto, in continua evoluzione.
La lavorazione della terracotta è una presenza costante nel tuo lavoro. Cosa rappresenta per te questa materia e che rapporto hai con la tradizione ceramica pugliese?
La terracotta per me è un richiamo primordiale. Ogni volta che le mie mani entrano in contatto con l’argilla, vengo travolta da una sensazione profonda: è come varcare una soglia invisibile ed entrare in un mondo altro, sospeso, dove il tempo si dilata e tutto il resto scompare. In quel momento le parole, le emozioni e i pensieri trovano finalmente una forma: si trasformano in materia viva, prendono corpo, respirano. La tradizione ceramica pugliese mi ha sempre affascinata perché è parte della mia identità e della cultura della mia terra. È fatta di saperi antichi, di gesti tramandati, di memoria collettiva. Credo fortemente che la tradizione non vada cristallizzata, ma amata, rispettata e accompagnata nel presente: con un pizzico di innovazione può continuare a vivere, parlare alle nuove generazioni ed essere ancora profondamente attuale.
Come convivono, nel tuo lavoro quotidiano, la dimensione creativa e quella pratica?
Nel mio lavoro la dimensione creativa e quella pratica convivono in modo naturale, senza confini netti. Sono in dialogo costante, dal mattino fino a notte. La creatività non è un momento isolato, ma un flusso continuo che accompagna ogni gesto, anche il più tecnico. Allo stesso tempo, la pratica dà forma e concretezza all’idea, la rende possibile, utile, reale. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, che sappia unire bellezza, funzionalità e senso. Per me creare significa trovare un equilibrio tra immaginazione e manualità, tra sogno e realtà.
Quanto la tradizione artigiana della tua famiglia ha influenzato le scelte di vita che hai fatto?
La tradizione artigiana della mia famiglia mi ha influenzata profondamente, sin dall’infanzia. Sono cresciuta circondata da materiali, strumenti, utensili, e soprattutto da mani che lavoravano. Mani capaci di creare dal nulla, di trasformare la materia con gesti semplici ma carichi di sapere. Ricordo gli odori, i profumi, i suoni del fare quotidiano: erano parte della mia vita, della mia formazione emotiva prima ancora che artistica. Vedere nascere qualcosa da poco, quasi dal vuoto, mi ha insegnato il valore del lavoro, della pazienza e della creatività come atto vitale.
Cosa ti interessa preservare della tradizione e cosa, invece, senti il bisogno di trasformare nel tuo lavoro?
Della tradizione voglio preservare la sua bellezza più profonda: il legame con la madre terra, la cura, il rispetto dei tempi e della materia. È una conoscenza che nasce dalle radici, dall’esperienza, dall’abilità manuale e dall’amore per ciò che si fa. Allo stesso tempo sento il bisogno di trasformarla, di darle nuove forme e nuove funzioni, affinché possa dialogare con il presente nel rispetto della natura e della sostenibilità. Il mio obiettivo è riuscire a unire le diverse maestranze della mia famiglia, farle incontrare e dialogare tra loro, creando un linguaggio nuovo che nasca dalla tradizione ma guardi al futuro.


