Alla scoperta del design pugliese: intervista a Renato Fontana di PPPattern

Pubblicato da: Puglia Design Store In: PDS-Magazine Sopra:

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Renato Fontana, co-founder e art director di PPPattern, il primo store digitale dedicato al mondo della creatività seriale italiana, grazie alla collaborazione con giovani artisti e professionisti che provengono da vari ambiti della cultura visiva: illustratori, grafici, digital artist, infografici, art director, designer, urban artist, fumettisti, architetti, paper artist.

“Alla scoperta del design pugliese” è una rubrica con cui vogliamo raccontarvi i molteplici mondi che si celano dietro ogni designer che trovate all’interno del Puglia Design Store. Il vissuto e le esperienze di ciascun artigiano, il suo muoversi tra innovazione e tradizione affiorano in queste brevi interviste che narrano le storie dietro ogni manufatto in vendita nel nostro store.

Per conoscere tutte le creazioni di PPPattern venite a curiosare sul nostro shop online e nel nostro store nel cuore di Bari, siamo in Piazza del Ferrarese presso Spazio Murat.





Come nasce il progetto PPPattern?

PPPoster Davide Bart Salvemini La società è costituita da quattro persone, però diciamo che l’idea originaria e la direzione artistica è mia. Per anni mi sono occupato di una conferenza creativa indipendente che si chiama “Italianism” che oltre ad avere degli appuntamenti fisici aveva anche uno spazio suo in rete. Ho cominciato a chiamare degli artisti che mi piacevano con cui avevo un rapporto di fiducia chiedendo loro di creare un pattern che cambiavo ogni settimana e che diventava la landing page del sito oltre che lo spunto per raccontare le storie dei personaggi che componevano questi pattern. In occasione della Design week 2018 l’ho proposto a un brand altrettanto interessante che era Lago Design e questi pattern li abbiamo spostati per rivestire due spazi, Casa Lago e Appartamento Lago di Brera, con dei pvc adesivi riposizionabili sulle pareti. Questa iniziativa ha avuto un successo tale che in pochissimi mesi abbiamo messo su il sito, presentato ufficialmente a ottobre dello scorso anno ai Torino Graphic Days. Poi nel 2019 abbiamo cominciato a lavorare con i punti vendita, andando a selezionarli e a stabilire un dialogo costruttivo con ciascuno di loro.

Per quanto riguarda la ricerca iniziale siamo partiti da un gruppo di 40 artisti italiani molto differenti tra di loro, si va dalla street art all’infografica, dall’illustrazione tradizionale alla realtà aumentata, dal digitale spinto alla glitch art. 40 artisti italiani di cui il 25% residente all’estero, perché un’altra cosa a cui teniamo particolarmente è il racconto di un Italia diffusa non solo sul territorio, ma anche di persone che per mille ragioni che conosciamo anche molto bene hanno deciso di portare la loro esperienza professionale all’estero. Abbiamo quindi 40 artisti, 160 pattern a disposizione che poi decliniamo in vari prodotti. Si tratta di una scommessa ovviamente come tutte le startup, ma siamo rifrancati dal fatto che comunque in pochi mesi siamo riusciti ad essere presenti in trenta punti vendita che hanno capito la nostra filosofia e rappresentano ciò che siamo un po’ anche noi: ricerca, sviluppo, cura del dettaglio.

L’idea che traspare sfogliando il catalogo e i tanti creativi a designer che fanno parte del progetto è che oltre che strumenti di decor ogni pattern sia anche un originale modo di fare storytelling, è così?

MMMat Livia MassaccesiSì sicuramente, il presupposto di tutto questo progetto è un grande ascolto della creatività degli artisti e una grande libertà di esecuzione, ogni artista apposta il proprio contributo perché il nostro brief è stato quello di creare dei cluster tematici, Optical, People, Fauna & Flora, Kids, Abstract ecc., con cui vengono catalogati e sono gli hashtag dei singoli pattern. I prodotti possono dividersi in prodotti di wallpaper, carta da parati, poster adesivi, che sono in formato 70x100 e 100x140 e poi ciò che noi chiamiamo Everyday Design Objects, che spaziano dalla microcancelleria di design a dei micro oggetti come le lampade, le tovagliette per un utilizzo quotidiano, tutto molto pop, colorato e internazionale, questa è l’anima con cui il progetto è stato costruito.


Oltre al graphic design per i prodotti della vostra collezione penso si possa parlare a ragione di visual art: in che modo questi due mondi coesistono nel progetto?

Io in realtà ragiono sempre in termini più ampi rispetto al design semplice, nel senso che per me visual design è un contenitore che ha tante anime e che può essere tradotto. Il pattern che è una unit ripetibile all’infinito ti consente di riempire di contenuti differenti e uno di questi può essere appunto il graphic design, ma ad esempio con la glitch art siamo già su un altro mondo, diciamo che il pattern è lo strumento attraverso il quale possiamo lavorare su un concetto più ampio che a me è più caro, quello di visual art o di cultura visiva piuttosto che solamente di graphic design, che è una parte del tutto, anche perché si parla di mondi che molto spesso si contaminano, artisti che provano a fare delle cose differenti spingendosi su territori non ancora battuti e a me questo interessa molto. In genere tendo sempre a parlare di cultura visiva piuttosto che di graphic design.


Per il mercato e il panorama italiano il progetto rappresenta sicuramente una novità anche in termini di ambizione: che riscontro hai avuto dopo il lancio?

Morena Tamborrino - Matera C’è un grandissimo interesse, noi siamo molto positivi. Chiaramente siamo una start up per cui ci sono dei passaggi che sono necessari: abbiamo un catalogo piuttosto ampio, ci siamo resi conto che alcune cose funzionano meglio di altre e stiamo già lavorando ad alcune novità, perciò il tutto si sta evolvendo in una maniera che possa anche sorprendere l’utente.

Un’altra cosa che è andata molto bene quest’anno è stata la serie speciale che abbiamo dedicato a Matera, con il lavoro di Morena Tamborrino, cui è bastato un lavoro di merchandising non ufficiale che abbiamo provato a distribuire in maniera estemporanea: è stata accolta molto bene in tutti i suoi prodotti e non solo a Matera, perché la vendiamo anche a Roma, Milano e Parigi. È stata una bella storia che servirà probabilmente come faro per il futuro, dal punto di vista della produzione, del lavoro con artisti locali e di valorizzazione del territorio. 

Come immagini il futuro del brand e del design di autoproduzione? 


Io sono fiducioso altrimenti non mi sarei nemmeno azzardato a partire col progetto. C’è tanto talento italiano in giro e nonostante le tante difficoltà che conosciamo c’è ancora tanta gente che ha voglia di fare impresa e di essere libera professionista in questo mercato, quindi conto sempre sulla presenza di una catena di persone che si capiscano per poter fare qualcosa di più strutturato, quello che facciamo noi è la creazione di un hub che abbia come valore aggiunto la conoscenza delle persone che ne fanno parte, non solo il beneficio economico che resta il motore di qualsiasi impresa. Oltre ai punti vendita stiamo anche scegliendo delle fiere di settore perchè ci siamo resi conto che, anche se l’online è assolutamente autonomo, i nostri prodotti hanno bisogno di essere visti e toccati con mano.

Proprio la volontà di monitorare il talento italiano, cercando di valorizzarlo in molti modi e di promuoverlo in ambito nazionale e internazionale. nasce la OOOpen call fifteen*fifties, la prima open call ufficiale di PPPattern: aperta appunto a tutti, senza limiti legati a maturità professionale, età o competenze specifiche.

Qual è il tema? Gli anni Cinquanta, da raccontare o reinterpretare in modo personale sotto forma di pattern e con il tuo specifico linguaggio creativo.

Cosa c’è in palio? Una mostra collettiva (5-29 dicembre 2019), un catalogo digitale dei 15 lavori selezionati (scaricabile gratuitamente); e poi la possibilità, per 3 dei vincitori, di entrare nella nostra crew e quindi di essere prodotti, come sta già accadendo per altri 40 professionisti.

Chi sono i giudici? Abbiamo voluto affidarci a 5 super esperti nei loro specifici settori di riferimento come Angela Pastore, Carlotta Berta, Cinzia Pagni, Laura Traldi e Stefano Mirti.

Il tutto è realizzato in collaborazione con Contemporary Cluster.

OOOpen Call

Tutto il progetto e anche questa partnership hanno l'obiettivo di creare sinergie e mescolare creatività, arte, architettura e storia. Spunti che vedranno anche un momento di confronto culturale e accademico il 5 dicembre 2019, in occasione dell'inaugurazione della Mostra.

QUI potete scaricare il documento con il regolamento e tutte le informazioni per poter aderire alla call. Importante: il termine ultimo di consegna è previsto per il 30/9/2019. Info & contatti: hello@pppattern.it.

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