Mani di Puglia: il design made in Puglia tra lavorazione del legno e ironia
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Mani di Puglia è un brand nato a Vieste dall’incontro tra tradizione artigianale e uno sguardo contemporaneo sul territorio. Dietro al progetto, Valentina e Francesco, una coppia nel lavoro e nella vita, partono dalla lavorazione del legno tramandata da tre generazioni e danno vita a oggetti e accessori che raccontano la Puglia con leggerezza e ironia. Dai gioielli ispirati alle luminarie ai complementi d’arredo, fino alle magliette che reinterpretano i modi di dire locali, il loro lavoro unisce memoria e quotidianità, trasformando simboli e parole in oggetti da indossare e vivere.
Mani di Puglia nasce dall’incontro tra una tradizione familiare e una nuova visione: come è iniziato tutto e quando avete capito di voler fondare il vostro brand?
Mani di Puglia nasce dopo diverse esperienze lavorative, sia in Italia che all’estero, anche in ambiti molto diversi tra loro. Vivere fuori ci ha dato nuovi stimoli e, soprattutto, un modo diverso di guardare al lavoro, al design e alla creatività. Paradossalmente è stato proprio lontano da casa che abbiamo compreso davvero il valore della nostra terra: ci siamo resi conto di quanto la Puglia sia riconoscibile e apprezzata anche fuori dai suoi confini, non solo per ciò che è, ma soprattutto per ciò che trasmette. Quando siamo tornati abbiamo iniziato a trascorrere molto tempo nel laboratorio di famiglia, coltivando il seme per creare un progetto tutto nostro. Così è nata l’idea di Mani di Puglia.
L’ironia è un elemento molto presente, soprattutto nella vostra linea di T-shirt e bag: quanto è importante per voi mantenere questo tono nel vostro lavoro?
Per noi l’ironia è un elemento fondamentale e nei nostri prodotti tessili emerge in modo più diretto. Indossarli vuol dire raccontare un modo di essere attraverso frasi, modi di dire e detti popolari. Ci piace l’idea che un oggetto possa strappare un sorriso, creare immediatamente familiarità o richiamare un momento vissuto. Anche nelle esperienze che abbiamo fatto fuori dalla Puglia ci siamo resi conto di quanto l’ironia possa fare la differenza: nei momenti più difficili bastava una battuta o una parola in dialetto per alleggerire tutto. È proprio quella sensazione che cerchiamo di riportare nei nostri prodotti: qualcosa di semplice, ma capace di creare un legame e far stare bene, anche solo per un attimo.
Lavorate moltissimo con il legno, quali altri materiali vi piacerebbe esplorare in futuro?
Il legno rimarrà sempre il materiale che più ci rappresenta, perché è profondamente legato alla nostra storia e al nostro modo di lavorare. Negli ultimi lavori abbiamo iniziato a sperimentare con la resina, per ottenere effetti e dettagli differenti. Anche il tessile è un elemento che abbiamo iniziato a introdurre in alcuni dettagli, come nei papillon o nei cordini realizzati a mano, e che in futuro vorremmo sviluppare ulteriormente. Ci affascina l’idea di mettere in dialogo materiali diversi, trovando un equilibrio che funzioni sia dal punto di vista estetico sia da quello artigianale. Sappiamo che è un percorso fatto di tentativi, errori e continui aggiustamenti, ma è proprio questo che ci permette di crescere e far evolvere ciò che facciamo, mantenendo sempre la nostra identità.
Quanto la Puglia con il suo immaginario ispira i vostri lavori?
Risposta: La Puglia è il punto di partenza di tutto quello che facciamo, ma non nel senso più scontato del termine. Non ci interessa riprodurre semplicemente immagini o simboli legati al territorio, quanto piuttosto partire da ciò che viviamo ogni giorno: le parole, i modi di dire, certe abitudini, il modo di stare insieme. Sono tutti elementi che fanno parte della nostra quotidianità e che finiscono naturalmente nei nostri lavori. È un legame molto forte, non costruito, ma autentico e spontaneo. Ed è proprio questo che cerchiamo di trasmettere: qualcosa che si riconosce immediatamente, senza bisogno di essere spiegato troppo.
Diteci un proverbio o un modo di dire pugliese che più vi rappresenta!
“Chi éj abbetuète a penà, la pene non send… e da la fatìche nascn i cos bell.” Letteralmente significa: chi è abituato a lavorare duro, la fatica non la sente, perché è proprio dalla fatica che nascono le cose belle. È un modo di dire che racconta bene come dietro ogni cosa bella ci siano impegno, sacrificio e tanto lavoro fatto con passione.


